Memoria o Armonia? La poesia per Umberto Piersanti.

Di Giulia Zedda

Il giorno 9 Febbraio 2018 abbiamo avuto come ospite del nostro liceo il poeta Umberto Piersanti, che ha dato inizio alla Conferenza raccontando un po’ la sua storia.

È nato il 26 Febbraio del 1941 a Urbino e per indicare il tempo che è passato dice che all’epoca vinceva ancora la guerra, perché ancora non erano entrate in guerra la Russia e l’America, che vennero attaccate rispettivamente il 22 Giugno e il 7 Dicembre dello stesso anno. La madre gli raccontò sempre che nel periodo in cui nacque c’era sempre la neve, infatti la sua città è situata su una collina a più di 500 metri di altezza sul livello del mare e come tutti i poeti un po’ egocentrici afferma che fece per nascere davanti alla casa di Raffaello. Il padre che in passato era stato contadino e aveva lavorato alle fornaci di Volponi, in quel frattempo era impegnato sul fronte Jugoslavo, uno dei più pericolosi e sanguinosi. Le vicende della storia della sua famiglia lo hanno particolarmente segnato, infatti sono state fonti d’ispirazione per alcune sue poesie. Ad esempio la sua infanzia vissuta in una fattoria con la nonna che lo mandava nei campi. Più avanti la sua formazione nel collegio dei preti, in cui si invaghì di una bambina di nome Lucianina, e in quello dei comunisti, “dove mangiavano i formaggini degli americani”.” Non c‘erano tante differenze tra i due, se non che dai preti ci si confessava mentre dai comunisti no”.

Da qui si capisce la sua idea di cantare un mondo che è totalmente e irrimediabilmente passato, di cui non racconta la fatica e le sofferenze ma bensì sogni, vicende e azioni di una realtà impalpabile. Per questo l’elemento fondamentale della sua poesia è la memoria. A questo proposito dopo aver posto la domanda “siete favorevoli all’apprendimento dei concetti a memoria?”, e dopo una risposta negativa il poeta ha affermato di essere pro , in quanto rappresenta un segno d’identità, se vista come modo per percepire e godere la memoria nel suono. Negli ultimi anni la poesia è stata un po’ messa da parte e sono poche le poesie degli autori che i giovani conoscono, in particolare l’Italia è uno dei paesi che legge meno poesia. In seguito ha preso in analisi le fasi della nascita che lui definisce “primo sguardo verso il conoscere”.

Un altro tema che ha a cuore è stato il rapporto tra uomo e natura. La letteratura italiana è ricca di esempi a partire da Ferrara che nel ‘500 fu capitale della cultura, Grazia Deledda con le sue novelle, poi Verga con i brani di Sicilia, Pascoli con la Romagna e la Garfagnana per arrivare allo stesso Piersanti con il suo amore per la campana e la natura, nonostante vivesse all’interno delle nobili mura della città antica. Un altro tema che ha scelto di trattare è quello dell’amore, in particolare quello per suo figlio autistico. Inizialmente non parlava mai di questa malattia, perché gli sembrava quasi un abuso. In realtà poi si è reso conto che un poeta deve parlare di ciò che ha dentro ed esprimerlo su carta. Un uomo non può sottrarsi da quelli che sono i doveri, come ad esempio badare ad un figlio indifeso e malato; nella normalità un figlio nella vita ti diventa padre. Ma lui dovrà sempre essere il padre di Jacopo. Il poeta non si definisce molto credente ma l’anno in cui è tornato dal figlio ha deciso di fare il presepe, perché per lui rappresenta l’unità dell’universo. Il legame con la propria terra lo ha portato ad apprezzare l’armonia della natura. A questo proposito ha fatto un’osservazione di connotazione culturale riferendosi a Raffaello, pittore non tanto amato nel nostro tempo contraddistinto dalla trasgressione, che tenta di mettere insieme una dimensione armonica, nonostante sia a conoscenza della durezza della vita. Egli non si definisce un poeta neorealista. Si è soffermato anche sulla figura di Leopardi, in veste di presidente dell’associazione a Recanati, e in particolare  sullo Zibaldone quando l’autore parla di Silvia  facendo riferimento alla giovinezza che passa simbolo della transitorietà che commuove. Ha concluso con una delle sue poesie più celebri ispirata da una vicenda realmente accaduta e intitolata La Giostra, dedicata a suo figlio, in cui ha affermato di aver espresso al meglio i suoi sentimenti di sofferenza per le vicende che la vita gli ha riservato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...